martedì 2 ottobre 2012

All'alba ARRESTATO FIORITO. E gli altri 70 consiglieri del Lazio? Tutti latitanti?


Pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove. Sono state queste le molle che hanno convinto i magistrati ad emettere l'ordinanza di custodia cautelare per Franco Fiorito. L'ex capogruppo del Pdl alla Regione Lazio è stato arrestato stamane dal nucleo di polizia valutaria della Guardia di Finanza: l'accusa parla dell'appropriazione di circa un milione e 300mila euro. Il provvedimento è stato emesso dal gip su richiesta del procuratore aggiunto Alberto Caperna e del pm Alberto Pioletti. Una decisione che ha "sorpreso e profondamente dispiaciuto" Fiorito, prelevato questa mattina presto dalla sua casa ai Parioli.
L'ex capogruppo è stato già portato nel carcere romano di Regina Coleli, mentre i militari delle Fiamme Gialle stanno ancora eseguendo una decina di perquisizioni anche nell'abitazione romana del politico. L'avvocato Carlo Taormina, difensore di Fiorito ha già annunciato ricorso contro la decisione del gip. Come non dargli torto quando afferma laconico: "mi auguro  che adesso anche gli altri 70 consiglieri della Regione Lazio abbiano lo stesso trattamento''.

lunedì 1 ottobre 2012

[foto] L'ultima frontiera del trash della Casta laziale: le foto del merda-party della (on.) Cappellaro


Uno dice, coi maiali si è raschiato il fondo della porcilaia. La festa del consigliere Pdl Carlo De Romanis (eletto alla regione Lazio nel listino di Renata Polverini), con lui vestito da Ulisse, gente con la maschera da maiale che attorniava la presidente della regione, e un conto da 20mila euro, sembrava fosse l'apice della malagrazia e del malcostume politico. E invece. Invece, a pochi giorni dallo scandalo del togaparty fanno il giro del web altre foto destinate a passare alla storia del trash come poche altre. 

La location è Palazzo Ferrajoli, a due passi da Palazzo Chigi. La scenografia è inequivocabile: due water all'ingresso e dolci dalle forme inequivocabili. Il tema: la cacca. Gli invitati: da Cicciolina alla contessa De Blanc, da Carmen Russo a Paolo Pazzaglia. E tra loro la consigliera del Pdl nonché presidente della commissione Cultura del Lazio, Veronica Cappellaro. Nome che, va da sé, dopo quello di De Romanis è quello più presente nelle ricerche su Internet.




Rispunta il Ponte sullo Stretto? Ma il magna-magna non si è mai fermato


'Rispunta il Ponte sullo Stretto`, titolano le agenzie di stampa. Noi non l`abbiamo mai visto sparire. Abbiamo sempre descritto il Mostro sullo Stretto come un collettore di soldi pubblici verso cricche pubbliche e private. Esso, infatti, è il paradigma della mega infrastruttura, un progetto senza opera, gestito da un sistema d`imprese senza lavoratori, che sub-appaltano gli interventi a terra, arricchendo contractor del Nord e impoverendo le imprese locali, una manna per studi di progettazione e consigli d`amministrazione.

Basterebbe guardare a quanto accaduto per le opere di trivellazione finalizzate alla redazione del progetto per rendersi conto dell`imbroglio. Dei 125 lavoratori impiegati solo 5 erano messinesi e i soli 15 direttamente dipendenti da Eurolink (il General Contractor per la progettazione e la realizzazione del Ponte sullo Stretto) sono stati licenziati immediatamente dopo la chiusura dei cantieri.

Eppure noi avremmo davvero bisogno di cantieri. Cantieri per la messa in sicurezza dei costoni delle colline che franano ad ogni pioggia, dei letti di fiumi e dei torrenti cementificati e imbrigliati da un`urbanizzazione selvaggia. Cantieri per la messa in sicurezza sismica dei nostri edifici, cantieri per la riqualificazione dei paesi e dei centri storici. Cantieri per la modernizzazione della nostra rete viaria e la ferroviaria.

Ma perché allora continuano a sprecare soldi pubblici (500 milioni quelli già spesi per il Ponte) per le grandi opere? Perché i cantieri che noi proponiamo di aprire sono veri, fanno lavorare persone in carne ed ossa e ridistribuiscono la ricchezza. Loro, invece, i nostri nemici (i nostri nemici, non i nostri avversari) hanno bisogno di suggestioni mediatiche prive di lavoro umano attraverso le quali ottimizzare i profitti e avviare speculazioni finanziarie.

In questo loro progetto hanno avuto negli anni tanti compagni di strada, a destra e a sinistra. Il modello di cui sono portatori è stato legittimato da quanti disquisiscono dei dettagli senza cogliere le ragioni profonde del grande inganno che sta dietro a parole come Grande Opera, Project Financing, General Contractor. E contro il sistema del Contraente Generale si è schierata persino L`ANCE (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Sicilia che lo definisce come un sistema di affidamento che, scavalcando le regole e i controlli delle gare d`appalto con procedura aperta, nei fatti si traduce nella morte delle imprese locali.

Si tratta di un modello che non è sensibile e non può esserlo alla ricchezza sociale, alla creatività, all`inventiva che la nostra terra produce. Ricchezza, creatività, inventiva incarnate dalle decine di migliaia di giovani che stanno abbandonando la Sicilia e che continueranno a farlo se non si farà saltare per aria quell`intreccio tra mafie, corruzione e clientele che drena tutte le risorse.

Se i protagonisti di questo modello hanno trovato come alleati sulla loro strada coloro che hanno cincischiato con il cambio della ragione sociale della Stretto di Messina Spa, con le opere compensative, con le strategie per non pagare la penale, contro di loro, invece, c`è stato il movimento, con tutta la sua molteplice ricchezza, che ha riempito le piazze e le strade con una piattaforma chiara e non emendabile:
- chiudere la Stretto di Messina Spa;
- rescindere il contratto con Impregilo;
- non riconoscere alcun debito o penale.
Su questa piattaforma torneremo nuovamente in piazza e riempiremo le strade. Noi siamo certi di essere dalla parte giusta.

Luigi Sturniolo

fonte
http://www.terrelibere.org/rispunta-il-ponte-ma-non-e-mai-sparito